Seeweb, riflessioni post-attacco
Sono passati alcuni giorni dal mio primo articolo relativo alla compromissione dei siti web su alcuni server dell’hoster Seeweb ed è arrivata, per mezzo di Punto Informatico, una interessantissima risposta da parte della stessa società. A prescindere dai motivi tecnici e dall’analisi delle cause dell’attacco, è da apprezzare la veloce risposta pubblica che il CEO di Seeweb Antonio Baldassarra ha rilasciato per chiarire la situazione e mettere al corrente, indice di interessamento della società verso i propri clienti.
Detto questo, più importante di quanto possa sembrare, si può passare a ragionare sulle possibili modalità con cui questo attacco sia stato sferrato.
Da quanto si apprende dalle dichiarazioni di Seeweb, le pagine modificate sembrerebbero essere state modificate previo accesso ftp con le credenziali corrette. Su questo punto non ci dovrebbero essere grossi dubbi, anche perché si è già a conoscenza di numerosi tool venduti nel mercato nero online adibiti a questo scopo - cioè alla modifica delle pagine web con accesso via ftp e credenziali corrette, controllo se il codice iniettato sia ancora presente dopo un lasso di tempo e in caso possibile nuova re-iniezione del codice.
Ora bisogna fare un passo indietro e tentare di immaginare come sia stato possibile ricavare le credenziali di accesso per i siti web.
Seeweb ha dichiarato che le macchine colpite non presentano vulnerabilità note né sono soggette ad exploit zero-day a livello di rumors. Tralasciando per un momento gli attacchi zero-day, che non sono di facile individuazione sebbene si possano utilizzare strumenti di prevenzione e di analisi statistica, il problema, almeno secondo il mio parere, non è stato totalmente centrato.
Il fatto che in questo momento le macchine non soffrano di alcuna vulnerabilità nota non esclude a priori che in periodi passati non ci possa essere stato un qualche - seppur breve - periodo in cui le macchine siano state vulnerabili a qualche tipologia di attacco zero-day poi patchata nel giro di qualche giorno. Non voglio né posso assolutamente affermare che i tecnici di Seeweb non abbiano aggiornato tempestivamente le macchine con le ultime patch di sicurezza non appena queste siano state rilasciate.
Ciò su cui volevo far riflettere è il fatto che non necessariamente il lasso di tempo intercorso tra i due attacchi - tra quando le credenziali di accesso sono state recuperate e quando sono state utilizzate - sia minimo. In altre parole le credenziali potrebbero essere state recuperate molto tempo prima, magari in un periodo durante il quale era stato scoperto un possibile zero-day exploit o una vulnerabilità nota non tempestivamente sistemata. Poi, una volta recuperate, potrebbero essere state vendute al miglior offerente - identità digitali e password sono, ahimé, merce pregiata.
Come anche Baldassarra ha fatto notare, infatti, c’è una sorta di differenziale tecnologico nelle due fasi dell’attacco, il che lascia presumere che non siano state le stesse persone ad averli effettuati.
Altra ipotesi, rimarcata dallo stesso product manager di Seeweb, è quella di un probabile sniffing della rete. Quello che, almeno a prima vista, mi sembra particolarmente difficile è che sia stato effettuato al di fuori fuori della rete Seeweb. Insomma, in altre parole o gli attacker sono stati bravi e fortunati a beccare tutti gli username e password di gran parte degli utenti che erano ospitati su precisi server o qualcosa non torna. Le modalità di attacco sono state le stesse utilizzate contro Aruba e Hosting Solutions, anche se gli iframe iniettati non sempre sono stati gli stessi - questo a rafforzare l’ipotesi di gruppi differenti nell’utilizzo delle credenziali mentre un possibile unico gruppo in grado di recuperarle in qualche maniera. Le ipotesi che potrebbero venir fuori sono:
- gli attacker sono stati fortunati e sniffando li hannno beccati tutti di Seeweb;
- visti i siti compromessi sia su Aruba che su Seeweb e Hosting Solutions, questi eventuali pirati informatici sono in possesso di centinaia di migliaia di credenziali di accesso ricavati da continui sniffing della rete nazionale (magari con keylogger installati su centinaia di migliaia di pc) e li utilizzano in gruppi di singoli hosting provider ogni volta che lanciano un attacco (il che sarebbe veramente preoccupante);
- lo sniffing è avvenuto in qualche maniera all’interno della rete, magari da qualche macchina che risiede nel percorso di rete tra l’utente e il proprio server e che può interfacciarsi sul traffico; magari una macchina che è stata compromessa per un breve lasso di tempo per poi essere formattata e reinstallata da parte dei tecnici ignari che la macchina appena formattata stesse in realtà funzionando da sniffer di rete.
Cercare un elemento che accomuni i clienti colpiti non è semplice, soprattutto perché a questo punto non si tratta solo dei clienti di Seeweb ma anche le migliaia di utenti colpiti su Aruba e poi ancora Hosting Solutions. In tutti e tre i casi sembrerebbe che gli iframe siano arrivati legalmente da un accesso ftp. Ma cosa possono avere migliaia di utenti in comune? Personalmente ritengo sia difficile trovare qualcosa che li possa accomunare.
Interessante potrebbe essere svolgere la seguente indagine: controllare su uno dei server colpiti le date di creazione e di ultimo update del dominio attraverso un servizio Whois e controllare quale è il limite massimo in termini di data temporale tra i domini colpiti; controllare poi se i domini non colpiti siano stati creati dopo questo limite temporale. Se c’è una certa corrispondenza, con un lieve margine di errore e imprecisione, si potrebbe già restringere il campo e le date su quando l’attacco si potrebbe essere svolto.
Io purtroppo il tempo di fare questa indagine non ce l’ho al momento.



Edgar
Ottobre 14th, 2007 at 11:28
Solo per segnalare una cosa:
Lo stesso sito scaricato una volta l undici ottobre
www.trattozero.it presenta data del file 5/10/2007
e il 14 ottobre
www.trattozero.it data del file 14/10/2007
in ntrambi i casi abbiamo l iframe con il link a 81.29.241.238 ma il sorgente della pagina risulta leggermente diverso come se nell intervallo di questi tre giorni si fosse mofdificato
Per la precisione e’ cambiato il codice che ora ha di diverso ….’0′ width=’0′ scrolling=’no’ frameborder=’no’> …. ecc
Non credo che wget da una volta all’altra cambi il codice..che scarica ..
Il fatto che anche el date cambiano (e nel primo caso e’ ben diversa dal giorno in cui e’ stato scaricato il sorgente) potrebbe significare che c e ‘ un continuo aggiornamento del codice malevolo sulle pagine… ???
La stessa cosa e’ presente anche per altri siti sull ip ed e’ ancora piu’ evidente in quanto cambia la posizione dell iframe
Saluti
Edgar
i due esempi con sorgenti gli ho aggiunti qui
http://edetools.blogspot.com/
Luca Mercuri
Ottobre 14th, 2007 at 12:21
Un unico commento all’interessante Post. Da quello che dice anche Baldassarra in quanto riportato da Punto Informatico, alcuni degli utenti colpiti avevano modificato in tempi non lontani le loro credenziali di accesso.
Il sospetto quindi che le 2 attivita’ (acquisizione dei dati e attacco) e’ probabile, ma probabilmente il tempo passato tra l’uno e l’altro potrebbe essere abbastanza limitato.
Saluti
Edgar
Ottobre 14th, 2007 at 15:18
Vorrei anche far notare che rispetto a tre giorni fa oggi mi si e’ scaricato nella scansione anche un sito con iframe e link all IP 81.29.241.234 che punta al solito sito con pagina contenente javascript offuscato
iframe src=”http://81.29.241.234/user2/neon0111……..
Saluti
edgar
Anonimo
Dicembre 10th, 2007 at 09:40
Adult Passwors…
Boss present; seeing flowers visible sister cooling. Rremont Chlow Dior adult passwors dealer. …
Valeria
Febbraio 1st, 2008 at 20:40
Salve a tutti, io ho vissuto in prima persona l’attacco ai server Seeweb a più ondate, a partire dal 4 aprile 2007, perchè per lavoro realizzo siti web, e ho in gestione almeno 40 domini presso di loro. Ho segnalato fin dai primi di aprile la stranezza di aver trovato infette le home page sia di siti appena aggiornati che di siti che non aggiornavo da mesi, e ancora di siti registrati mesi prima e mai utlizzati. Come avrebbero potuto sniffare le password nel caso di siti per i quali ancora dall’anno precedente non venivano effettuati accessi FTP? Seeweb ha insistito per settimane sulla presunta presenza di malware sul mio PC, e io fin da subito per sicurezza ho effettuato le verifiche da una postazione estranea al mio lavoro, ritrovando appunto infettate le home page di domini per i quali nemmeno avevo le password memorizzate sul PC, e di domini teoricamente addirittura disdetti da anni. In questi casi presumo che non si possa parlare di sniffing dei dati, ma le modifiche ci sono state eccome…come spiegarlo?
Anonimo
Marzo 24th, 2008 at 06:11
Anita Dark Free Movie Downloads…
Anita Dark Free Movie Downloads…